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lunedì 5 marzo 2012

Ferrovie da ricordare



La giornata delle ferrovie dimenticate è una bella iniziativa. Avvicina tante persone al piacere di andare in bicicletta ed evidenzia alcuni tra i tantissimi beni paesaggistici che abbiamo a disposizione. Ieri ho partecipato alla manifestazione percorrendo la vecchia linea ferroviaria Dittaino - Leonforte.




I paesaggi sono quelli della Sicilia più autentica, sebbene ancora verdi per le recenti piogge. Non si tratta di un lungo itinerario e potrebbe essere benissimo utilizzato come parte di un percorso più impegnativo. Fa parte infatti di quella fitta rete di ferrovie a scartamento ridotto che per alcuni anni ha attraversato la Sicilia. Molto suggestivo con varie gallerie, pendenze e tornanti tipici di una ferrovia di montagna.






Peccato per qualche fuoristrada che si credeva una bicicletta e per la presenza di Eternit e rifiuti vari lungo il percorso. Prima di pensare di farne una Autostrada Ciclabile, come ho paura che succederà con tante delle ferrovie dismesse, non sarebbe il caso di risolvere almeno il problema dei rifiuti abbandonati?




Itinerario in formato Google Earth

giovedì 27 ottobre 2011

Pista ciclabile o piccola autostrada?



I miei viaggi sono sempre più disorganizzati e così mi sono imbattuto in una splendida pista ciclabile per puro caso: l'Alpe Adria. E' ancora in via di allestimento e non è un lavoro da poco.
L'Alpe Adria è costruita sfruttando in gran parte il tracciato dismesso della ferrovia Udine - Tarvisio (Pontebbana). Iniziativa lodevole e potrebbe sembrare impossibile trovare qualcosa che non va in un progetto del genere. Eppure, forse, si poteva fare qualche cosa di meglio e spendere meno. Forse si poteva evitare di asfaltare tutto il percorso con tanto di piazzole di sosta e segnaletica orizzontale. Questo rende sicuramente più agevole pedalare, ma rende un po' meno armonico con la natura l'uso della bici. E' vero ci si muove comunque lungo un percorso assolutamente artificiale, ma lasciare il tracciato in terra battuta avrebbe sicuramente ridotto l'impatto ambientale oltre che visivo. E l'illuminazione delle gallerie, seppur a basso consumo, era proprio necessaria? inoltre tutto il tracciato risulta più alto rispetto all'originario piano del ferro. Questo ha comportato un intervento di adattamento dei ponti, sia in ferro che in muratura, che forse si poteva evitare.

Per contro l'aver eliminato in maniera quasi totale qualunque traccia degli impianti ferroviari costituisce forse una perdita dal punto di vista di un'archeologia industriale che altrove si tende ormai a valorizzare. Si sarebbe potuto lasciare tracce della palificazione, del sistema di segnalamento o dell'arredamento delle stazioni creando un ulteriore motivo di attrazione per i tanti appassionati di ferrovie e non solo.